Urbino tra arte e storia

Notizie da Urbino

La città di Urbino ha origini lontane e il Poggio, il colle dove sorse "Urvinum Mataurense" divenuto municipio romano probabilmente dopo la "Lex Julia Municipalis" che Giulio Cesare fece varare nel 48 a. C., fu abitato fin dalla preistoria. In epoca romana Urbino ebbe il carattere di città fortificata, per la sua importante posizione strategica, e fu dotata di solide mura. Ciò non impedì a Belisario, generale bizantino, di conquistarla, seppure prendendola per sete a causa del prosciugarsi di una fonte, strappandola così ai Goti nel dicembre del 538. Sotto i bizantini, Urbino fu inserita, insieme a Fossombrone, Iesi, Cagli e Gubbio, nella Pentapoli Annonaria; nel 568 subì una prima invasione longobarda che si protrasse fin verso la fine del secolo, per poi ripetersi con Lituprando all'inizio dell'VIII secolo.

Arte e Cultura

La peculiarità di Urbino, capitale di uno Stato fiorente e "centro delle discipline matematiche e dell'arte astratta del Rinascimento" (Chastel), era ed è l'incarnare il luogo ideale per il nascere e il prodursi di grandi personalità e di ingegni sommi: Raffaello Sanzio (1483-1551), il "divino" pittore; Donato Bramante (1444-1514), il genio meraviglioso dell'architettura; Girolamo Genga (1476-1551), pittore, scultore e architetto insigne; Federico Barocci (1534-1612), pittore famoso e di feconda operosità; Federico Brandani (1525-1575), scultore fine e delicato; Timoteo Viti (1469-1523) pittore e maiolicaro; Nicola da Urbino (m. 1538) grandissimo pittore ceramista; Federico Comandino (1506-1575) celebre matematico. Ecco alcuni nomi, fra i tanti, che hanno reso famose nel mondo la città e la terra feltresche.

I Montefeltro

Nel 1155 fanno la loro comparsa sulla scena urbinate i Montefeltro, di origine germanica, con la nomina a vicario imperiale della città del Conte Antonio da parte dell'imperatore Federico Barbarossa. Nel 1213 Buonconte e Taddeo di Montefeltro ebbero in feudo Urbino dall'imperatore Federico II ma, a causa delle dure reazioni degli urbinati, solo nel 1234 riuscirono ad imporre la loro signoria sulla città. A Buonconte succedettero Montefeltrano e Guido il Vecchio che lo storico Ludovico Muratori ha definito il più accorto e vigoroso condottiero d'armi di quella età. Quindi fu la volta di Federico che per il suo acceso ghibellinismo fu scomunicato dal Papa e ucciso dagli urbinati nel 1323, insieme al figlio maggiore. Si salvò soltanto Nolfo, il figlio minore, che dopo un anno fu acclamato conte dai cittadini, a fu a sua volta cacciato da Urbino per essersi messo contro il Cadinale Albornoz, incaricato dal Papa di mettere ordine nei possedimenti pontifici.